Cosa distingue un sorriso amaro da uno di gioia? non si può dire che uno sia più vero dell'altro, in fondo il sorriso è semplicemente una leggera incurvatura delle labbra... eppure riusciamo a distinguerli e quando vediamo un sorriso amaro è come affacciarsi, per un attimo, nel vuoto. Peggio ancora quando quel sorriso lo vedi allo specchio, di sfuggita.
Il sorriso amaro è una metabolizzazione del dolore, un modo per dire: "Lo so, non posso farci niente, passerà".
E' più forte di un sorriso di gioia, quest'ultimo si esaurisce nel giro di pochi secondi, mentre il primo si impregna di significato, è una goccia di inchiostro che cade su uno di quei fogli porosi da disegno, quella goccia densa che impregna, come un tumore, il bianco del foglio. Perdonatemi il gioco di colori, generalmente associamo il bianco al bene e il nero al male, questa volta voglio che sia il contrario, ma in fondo il bene e il male sono soggettivi, resta il fatto che un sorriso malinconico è un tumore agli occhi di chi lo guarda, può farti più male di un pianto.
Non piango quando sto male, sorrido. Sorrido spesso, sorridevo spesso anche da bambino, nel corso degli anni però il significato è cambiato profondamente.
Il perchè si sia formata questa malinconia non ci è dato sapere, ma si sa che per studiare l'anatomia di qualcosa bisogna prima farla morire e poi sezionarla, analizzarla nelle singole parti. Ma ho l'impressione che non io potrò studiarla, si è insediata in me e verrà con me fino alla fine, è un tumore benigno.
L'aggettivo benigno, dal punto di vista fonetico, è orrendo, quell' "igno" suona male ma semanticamente indica qualcosa di positivo. E' un ossimoro perfetto per indicare la malinconia, definita anche come "la gioia di essere tristi", la malinconia ti fa crogiolare sulle tue più piccole paure ma contemporaneamente ti permette di essere più sensibili all'arte o a cose che spesso si danno per scontate.
Un prezzo che vale la pena pagare? chissà.
Ho sempre pensato che un giorno sarei stato felice, bastava trovare un punto di equilibrio, ma davo per scontato che sarei riuscito a trovarlo.
L'equilibrio non è un obiettivo da raggiungere, è qualcosa che quando ci sei vicino devi cercare di mantenere, è un continuo sforzo, non ci si può lasciare andare, è una sterzata in curva, se ti rilassi vai fuori, devi riuscire a far congiungere tutte le forze in gioco: paura, speranza, desiderio, rammarico.
One always dies too soon or too late. And yet, life is there, finished: the line is drawn, and it must all be added up. You are nothing other than your life.”
Jean-Paul Sartre
GY!BE - Providence: Kicking Horse on Brokenhill


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